Amburgo, città dei Beatles, della cultura e della gioventù

“Sono nato a Liverpool. Sono diventato adulto ad Amburgo”. Questa frase firmata da John Lennon e scritta a caratteri cubitali, accoglie ogni viaggiatore che arriva all’aeroporto di Amburgo. Un’accoglienza bella davvero soprattutto per chi come me ama la musica, perché è proprio in questa città così giovanile, cosmopolita e anticonformista che i Beatles sono cresciuti musicalmente e sono diventati coloro che avrebbero cambiato la musica e lo stile di vita di intere generazioni.

Amburgo, città dell’estremo nord della Germania, è la seconda città tedesca più grande dopo Berlino. Situata sulla foce del fiume Elba, ti accoglie subito in un abbraccio. L’abbraccio del “calore del nord”: Le persone sono cordiali, anche un po’ caciarone a dire il vero e viverla in estate poi è davvero un’esperienza bellissima, ogni occasione è buona per festeggiare. Il sole batte forte e alla stazione centrale Hamburg Hauptbahnhof vedo ogni giorno tantissimi residenti scendere dai treni in tenuta da mare, con ombrelloni sotto il braccio e altre attrezzature da spiaggia. Percorrono le scale in modo  pressoché disordinato,  una maniera “poco nordica” per rendere l’idea. Sono scene a me familiari, tipiche delle nostre città italiane che mai avrei immaginato ad Amburgo. Mi rendo conto che i luoghi comuni talvolta si insinuano così forte che diventano quasi retaggio culturale e che viaggiare è importantissimo perché fa crollare dei falsi miti aprendoti le porte alla realtà

Questa città verde, ricca di parchi e giardini, anche se non è propriamente sul mare, ha uno dei porti più grandi d’Europa e quindi i suoi abitanti sono abituati al senso dell’accoglienza e della diversità. Amburgo, città di locali, di musica, di musei, di festival e di giovani che ballano intorno ai due laghi artificiali formati dal fiume Alster, affluente dell’Elba. Qui la musica suona a tutto volume ed è appena tardo pomeriggio. Siamo in pieno centro, non lontano da Rathausplatz, l’elegante piazza dell’antico municipio. Ho la fortuna di avere la camera dell’hotel a un piano alto così posso godermi la suggestiva vista dei campanili della città. Bellissime le chiese St Petri, St Jacobi situate nel centralissimo quartiere di  St Georg, vale la pena visitare anche quella St. Nicolai e poco distante la chiesta di St. Catharinen che offre la vista di un’altra Amburgo, quella più caratteristica, quella che la distingue di più. Siamo a Speicherstadt, la zona dei magazzini del porto costruiti a fine XIX secolo. Questa è l’Amburgo dei canali, dei tanti ponti, degli edifici rossi a mattoncini, un vero spettacolo.

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Persa tra questi meravigliosi ponti in ferro battuto, proseguo verso ovest e faccio tappa a St Michael, la chiesa principale di Amburgo. In stile barocco ha una torre di circa 130 metri visibile da ogni lato della città. Fa veramente molto caldo e i giardini intorno sono pieni di ragazzi che studiano o si rilassano a mo di spiaggia.  Da qui St. Pauli Landungsbrücken è davvero vicino. È una parte del porto di Amburgo, edificata a fine ‘800. Ci si può imbarcare su battelli turistici se si vuole fare un giro del porto. Sui pontili le informazioni sono quasi tutte in tedesco, ma consiglio di farlo un giro perché è un porto enorme che dà tra l’altro sensazione di essere in mare aperto. Dal battello è possibile vedere la maestosa Elbphilharmonie nella sua interezza, un spettacolare struttura architettonica in vetro costruita su un vecchio magazzino che sembra una vela issata. Inaugurata nel 2017, ha una delle sale di concerto più grandi ed acusticamente avanzate del mondo. Rientrando sui pontili St Pauli, è d’obbligo un giro nell’omonimo quartiere. Questa è la zona dei locali alternativi, del food asiatico, del divertimento senza freni. È qui che i giovani tedeschi arrivati da ogni parte si riversano la notte. È qui che i giovani tedeschi arrivati da ogni parte si riversano la notte. Amburgo lascia davvero a bocca aperta, una città che dal primo momento ti travolge di luce, di cultura e di musica, ma che soprattutto ti fa sentire a casa.

di Valeria Saggese | fonte SalernoNews24

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