Lisbona, 7 colli di colori e azulejos

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IMG_20160523_233006L’amicizia tra me e Giuliana è nata per le strade e le campagne cubane circa 10 anni fa. Entrambe abbiamo attraversato continenti, deserti, isole e luoghi mistici… ma Lisbona, meta così vicina all’Italia, ci mancava. Decidiamo di andarci insieme, ma con una persona in più, o quasi: Nicola, 4 anni e mezzo è il figlio di Giuliana, bimbo curioso con una voglia irrefrenabile di conoscenza come la madre. L’hotel che ci ospita si trova alle spalle di Rossio: E’ una boutique di Design che ci accoglie con la frase, “When Travel meets Art/Let the Story begins” (quando il viaggio incontra l’arte/Lascia che la storia inizi). Quale frase più rappresentativa per noi. Capiamo subito di essere nel posto giusto. 

Tra pianoforte, quadri, installazioni e scarpe disegnate dalla designer portoghese Alexandra Preito, entriamo finalmente nella nostra stanza dedicata ai navigatori. Sulle pareti poesie di Fernando Pessoa. Il nostro terrazzino sporge su via 1° Dezembro alle spalle di praça Pedro IV, nota come Rossio.  La piazza, centro nevralgico di Lisbona, circondata da caffè, ristoranti e negozietti, è caratterizzata da una pavimentazione a mattonelle bianche e nere che ricreano un andamento ondulante. Ed è dominata dal Teatro Nacional D. Maria II.

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20160523_193138A pochi metri, a rua do Carmo, si trova l’elevador de Santa Justa, un ascensore elegante con terrazzo panoramico che collega la Baixa al Chaido, e permette allo stesso tempo di ammirare dall’alto la città. Nicola non ama molto fare le file … a dire il vero neanche noi. C’è una fila lunghissima, quindi decidiamo di tornarci in un altro momento. Prendiamo spesso il taxi: A Lisbona sono davvero economici e ti fanno salire anche per tragitti brevissimi. Vi sono 5 linee di tram, 3 funicolari, un ascensore, 69 linee di autobus e la Metro, divisa in 4 linee. Difficile rimanere a piedi, anche se passeggiare tra i colori pastello e intensi di questa città è una completa goduria.

Da rua 1° dezembro, in cui si trova l’hotel, passando per rua del Carmo si raggiunge in 5 minuti a piedi rua Garret. Qui si trova il café A Brasileira. La statua di Pessoa è seduta ad un tavolino di questo bar che di consuetudine frequentava. Siamo al Chaido, quartiere degli artisti tra la Baixa e il Bairro Alto: E’ un tuffo nella cultura e nel passato.

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Proseguendo per altri 500 metri a rua da Misericordia, passando davanti alla chiesa di São Roque e ai tipici edifici con azulejos dalle sfumature e colori  stupendi, rosa, turchese … In pochi metri siamo al Miradouro de São Pedro de Alcântara. Da qui si vede il castello de Sao Jeorge que domina l’Alfama.

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Il Bairro Alto è uno dei 7 colli e questo è uno dei tanti miradouros che permette di ammirare Lisbona dall’alto. Da qui si può tornare giù anche con l’ Elevador da Gloria una piccola funicolare gialla, dipinta con tanti graffiti che porta in 2 minuti a Rossio. Sembra quasi un mezzo di trasporto di un parco giochi e Nicola c intende salirci e condurlo insieme all’autista.

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Una volta scesi, ci troviamo nella bellissima praça Restauradores, a pochi centinaia di metri da praça Dom Pedro IV. Percorrendo la pedonale rua Augusta, dalla pavimentazione meravigliosa (quartiere Baixa) si giunge all’Arco che apre a praça do Commercio. Una meravigliosa e immensa piazza sul mare, il giallo è il colore predominante e le arcate ricordano le principali piazze spagnole.

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Da qui si può prendere il tram per andare verso la Torre de Bélem. Nicola ama moltissimo viaggiare in tutti i mezzi di trasporto, però il movimento gli fa venire sonno e una volta a destinazione, non ha voglia di camminare. Così, mentre Giuliana lo coccola nell’unico punto di ombra che c’è al capolinea, io mi allontano per raggiungere la pasticceria di Belém che è poco distante. La pastel de Belém è il dolce per eccellenza di questa città. E’ davvero squisito, consiglio a tutti di entrare almeno una volta nella vita in questa elegante e profumata pasticceria.

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Dal capolinea del tram alla torre di Belém sono circa 20 minuti a piedi, così prendiamo un taxi che ci porta fino a destinazione. La Torre sorge sulle rive del Tago e fu costruita nel XVI secolo come una fortezza per combattere i pirati. Dall’ultimo piano della torre si può ammirare il Ponte 25 Aprile che ha qualcosa in comune con il Golden Gate di San Francisco.

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Il giorno seguente è Nicola a scegliere l’itinerario: Destinazione Oceanário. Io non amo né gli acquari né gli zoo. E’ sempre stato così, anche quando ero piccola. Ho sempre preferito immaginare gli animali nel proprio ambiente naturale… però dopo che il piccolo Nick ci ha accontentate nei nostri desideri di vedere questo o quello e dopo che con noi ha macinato km mi è sembrato più che doveroso accontentarlo in questo suo desiderio e quindi andare con lui e Giuliana alla scoperta del famoso acquario della capitale lusitana. Dopo aver preso la metro verde da Rossio fino a Alameda e quella vermelha (rossa) fino a Oriente, in circa 35 minuti arriviamo al Parco delle Nazioni, area edificata in occasione dell’Expo 98. Oltre all’acquario, considerato il più bello d’Europa…(a dir di Giuliana che ne ha visitati diversi, non è così) si trovano musei, vasche con giochi d’acqua, grattacieli e centri commerciali. Accanto all’Oceanario si trova la teleferica che porta fino alla Torre Vasco De Gama. Dall’alto si gode dello splendido panorama sul fiume Tago e sul ponte Vasco De Gama, il più lungo d’Europa.

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Un’altra meta da non perdere se si visita Lisbona è certamente il quartiere più antico, l’Alfama. Durante la dominazione araba quest’ area collinare era l’intera città. È un quartiere abbastanza popolare ed è molto caratteristico e originale. Tra i vicoletti in salita e discesa vi sono locali tipici e si può ascoltare il Fado. Non  lontano dalla stazione di Sant’Apolónia, alla Taberna Sal Grosso abbiamo mangiato il miglior bacalhau (baccalà) e squisiti piatti portoghesi. Si tratta di una piccola taverna con pochi tavoli, lo consiglio vivamente a chi ama scoprire le prelibatezze del luogo, non vuole spendere molto e che ovviamente fugge dai ristoranti turistici. Per attraversare l’Alfama bisogna prendere il famoso Tram 28. Un’icona della storia dei trasporti di Lisbona.

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Da Rossio, passando per praça da Fugurera, giungiamo in 5 minuti a piedi a largo Martin Moniz dove vi è il capolinea. Sono le 11 di mattina e ci aspettiamo di tutto, tranne che una fila interminabile di persone/turisti che sarebbe durata ore. Ci dicono che il tram passa circa ogni 20 minuti… ma la fila è così lunga che noi non saremmo saliti neppure sul terzo tram… così, non appena arriva il 12E ci saliamo di corsa. Questo tram porta al  Miradouro de Santa Luzia che ha una spettacolare vista sul quartiere dell’Alfama fino al fiume Tago.

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Da qui, in meno di 10 minuti di cammino si arriva al Castello de São Jorge. E tra le frasi di Nicola  “Mi fanno male i piedi e voglio tornare in hotel” capiamo che non sarebbe stato possibile visitare il castello se non da fuori. Però una tappa la facciamo, è in una vineria. Il porto non può non essere bevuto, e nemmeno la ginginha, il liquore tipico servito in tazzine di cioccolato.

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Per tornare giù alla baixa questa volta riusciamo a prendere il Tram 28. Attraversa delle stradine minuscole a doppio senso, quasi a sfiorare le case e l’autista, un simpaticone che fa continuamente battute, si cimenta in incredibili e abituali manovre di retromarcia, scendendo dal tram più volte, dirigendo il traffico come un vigile per far passare le macchine. Vi giuro, non ho mai riso tanto. Dopo quest’avventura io e Giuliana ci separiamo qualche ora. Nicola ha visto i bus turistici a 2 piani e vuole fare un giro. Ne approfitto per girovagare per le strade della Baixa.

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Amo infinitamente passeggiare per le città, guardarmi intorno e sentirmi addosso la bellezza dell’architettura e dei colori tipici dei luoghi. In molte città mi sento a casa mia e non credo si tratti di non avere radici, credo piuttosto sia il ritrovarsi in posti in cui hai vissuto in vite passate. A Lisbona ho vissuto la stessa sensazione, soprattutto passeggiando per le vie del Chiado e del Bairro Alto.

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È l’ultimo giorno e decidiamo di cenare al Garret 47 (ristorante elegante che serve piatti raffinati) e prima di giungervi, come di consuetudine passiamo davanti all’ elevador de Santa Justa che è a pochi metri dall’hotel. Questa volta non c’è molta gente, così, aspettiamo il nostro turno per salire nell’ascensore. Arrivati su, si presenta una vista mozzafiato sulla città e il convento do Carmo, con la sua aria mistica e imponente provoca forti suggestioni. Sono circa le 20,00 e il cielo crepuscolare fa la sua parte. Per arrivare sulla terrazza bisogna prendere una scala a chiocciola ben protetta ma che per due che soffrono di vertigini…diventa quasi un’impresa comica, soprattutto la discesa.

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La serata la concludiamo al café A Brasileira, luogo decisamente turistico, ma Pessoa ci appassiona e pensare di trascorrere la serata in compagnia del suo spirito è cosa piacevole.

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Tornati in hotel, prima di dormire rileggiamo il frammento di una sua poesia scritto sulla parete, per noi è la sintesi di questo viaggio e della nostra vita:

Tudo vale a pena
Se a alma não é pequena.
Quem quere passar além do Bojador
Tem que passar além da dor.
Deus ao mar o perigo e o abismo deu,
Mas nele é que espelhou o céu. [Fernando Pessoa]

 

 

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