Da Londra, il ritorno del vinile e del viver ‘lento’. Parola del Dj londinese Mr Pedro

Intervista al Dj londinese  Mr Pedro

Torno spesso a Londra, la mia seconda casa. E’ sabato sera così vado a salutare il mio amico Peter, (alias Mr Pedro) un Dj londinese che dalle 20 alle 22 è alla NTS Radio. Siamo a Dalston. East London. Il quartiere anni fa era off limits invece oggi è di tendenza, è ricco di jazz club, locali particolari, ristoranti, gallerie. È molto cool ed è considerato “la nuova Notting Hill”.

Conosco Peter da più di 15 anni, eravamo compagni di Università a Salamanca, in Spagna. Ascolta e utilizza esclusivamente vinili, così, dopo essere stata con lui on air, ascoltando due ore di ottima musica, sommersa tra sorprendenti sonorità , nasce l’idea di fargli un’ intervista.

Londra dagli anni ’60 ha cominciato a dettare mode, a cambiare il mondo. I Beatles sono stati musicalmente e spiritualmente coloro che hanno trasformato il modo di pensare e di vivere a livello globale. La band nasce a Liverpool ma è la capitale britannica che fa fiorire gli artisti: Rolling Stones, The Who,  Led Zeppelin, Cream, Genesis, Pink Floyd, ecc. Anche Jimi Hendrix, chitarrista americano, grazie alla sua permanenza a Londra rimarrà nella storia della Musica. La lista è davvero lunga e tra gli anni ’70 e ’80 c’è tanta creatività, tanta luce. Sono trascorsi 30 anni, il mondo è cambiato, si corre, si assapora poco,  anche l’ascolto della musica è veloce, superficiale, per fortuna qualcuno inizia ad accorgersi che essere sempre proiettati al domani e mai all’oggi non è proprio il massimo.

Così, il fruscio che genera la puntina su un 33 giri non sa più di passato ma di vita reale e genera l’emozione profonda del vivere lento, al passo con la propria anima e non a quello del marketing a ogni costo.

L’indomani ci incontriamo per la nostra chiacchierata.

Peter, non ricordo, da quanti anni lavori alla NTS Radio?

Tengo il mio show alla NTS radio, The Extended Play Sessions da sei anni, si può dire da quando la radio è nata.

Che genere di musica diffondi e quale ti piace più ascoltare?

Suono tutti i generi di musica, ciò che faccio ascoltare al pubblico riflette il mio gusto che è abbastanza ampio. Principalmente cose più datate, ma anche roba nuova. Certamente non musica commerciale, ma sonorità più ricercate. Molta disco, Jazz, Afro, tropical, ambient, house… Il miglior modo per rispondere alla domanda è quella di ascoltare il mio programma! Cambia da settimana a settimana. Il tipo di musica che mi interessa è quello che sorprende. Al momento sto prestando attenzione a fantastici album degli anni ’80 della Serbia, per esempio, o al Jazz sovietico, ma allo stesso modo, mi piace suonare la musica di artisti di fama, in particolare quelli che gli altri non scelgono di consueto. L’altra sera ho scelto una traccia di Eddy Grant selezionata tra uno dei suoi album più noti e alla gente è piaciuto moltissimo, non riusciva neppure a credere che fosse lui. Bisogna ricercare bene, perché ci sono davvero tante gemme nascoste!

Qual è la differenza tra vinile e cd? Tra suono analogico e digitale?

Apparentemente non c’è molta differenza tra l’ascolto analogico o digitale. Un Cd ascoltato su un ottimo impianto può avere un suono incredibile, mentre un fantastico vinile ascoltato su un impianto pessimo può avere un suono terribile! Ma ascoltati entrambi su un buon impianto, beh… il calore che emana il vinile è unico ed è quello che io amo. La cultura del vinile corrisponde al modo in cui ci si impegna a scoprire la musica che è l’esatto opposto della cultura digitale.

I dischi sono tangibili, li puoi possedere, sentire, puoi avere una relazione con loro, c’è una storia su come li hai trovati ecc… Scaricando la musica si perde tutto questo. Ad esempio se domani qualcuno vuole tutta la musica di Prince, basta fare un download e in poco tempo si ottiene “virtualmente” tutto. Ma l’impegno nell’ascoltare con calma tutta la musica scaricata è la stessa di quella che si ha comprando i dischi materialmente? Non credo proprio! Sono certo che non si ascolterà neppure la metà della discografia. Questo è il riflesso della nostra cultura “Usa e getta” . Lo specchio di una società che genera la necessità di voler sempre la cosa “nuova”, il che significa che quello che hai non lo apprezzi ed esplori in modo approfondito. La musica digitale è proprio il sintomo di questo comportamento sociale che non condivido. Se vogliamo guardare però il lato positivo è che è accessibile a tutti. Per quanto mi riguarda c’è anche l’aspetto che molta della musica che cerco esiste solo in vinile. 

C’è un ritorno al vinile? Qual è il trend a Londra?

Ovviamente la vendita del vinile non è forte come lo era 30 anni fa  quando non c’era concorrenza, ma non finirà mai la sua era! Anzi, nell’ultimo anno c’è stata una crescita molto positiva. Oggi il vinile e altri supporti possono convivere.

Ogni volta che torno a Londra assisto sempre concerti  fantastici. Tu sei un dj londinese: Qual è il reale scenario musicale nella capitale inglese?

Lo scenario musicale a Londra è ok. Sfortunatamente, diversi club sono stati chiusi negli ultimi anni per questioni di licenze ecc. ma la scena è molto forte e siamo viziati, come dire fortunati se paragoniamo questa città ad altre. Ci sono bellissime location, artisti pazzeschi che vengono a suonare qui e altri meno ascoltati e conosciuti che fanno grandi cose!  Penso che la musica avrà sempre un ruolo importante nel tessuto sociale e culturale di questa città.

 

 

 

Lascia un commento