Mallorca, l’isola dei mulini a vento

La casa di Miguel e Quevin è piena di sole. La finestra della mia stanza affaccia sul magnifico terrazzo situato all’ottavo piano che fa perdere lo sguardo fin oltre l’orizzonte. Siamo al centro di Palma, la capitale: E’ da qui, da questo luogo, che inizia la mia scoperta dell’isola.

palma

Siamo a luglio e chi mi conosce sa che non amo finire in luoghi troppo turistici ma la mia scelta di prenotare un volo per la “mayor” delle Baleari in piena estate è dettata all’esigenza di andare a trovare un caro amico che vive lì.

Solo due giorni prima della partenza però, il mio amico mi comunica che non potrà ospitarmi per un imprevisto, così da quel momento  si apre all’orizzonte una pagina inaspettata.

Al momento della prenotazione la prima cosa che faccio è evitare tutti gli hotel e residence che si trovano nelle località che strabordano di turisti, dove non mi sognerei mai di andare. Così, chiedo a Stefano, un caro amico che vive a Madrid e amante dell’isola, quali zone mi consiglia e soprattutto quali mi sconsiglia.

Così, escludendo zone come Magaluf, Santa Ponca, El Arenal, decido di cercare un b&b a Palma, la capitale, da cui potermi spostare di volta in volta verso altre zone e dove poter incontrare più facilmente Luciano, amico fraterno di esperienze universitarie fatte in Australia, Spagna e Inghilterra.

Con me c’è Milena, mia madre, donna giovanile e iperattiva, amante dei viaggi e dei sogni, con un’enorme passione per la pittura.

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Mallora è un’isola davvero grande, conta quasi 900mila abitanti, con una rete di trasporti degna di una capitale europea che permette di andare da un capo all’alto, percorrendo autostrade, superstrade e strade secondarie. La velocità non è certo quella di Londra ma l’organizzazione è impeccabile. Così, per una volta decido di non noleggiare l’auto ma di affidarmi ai bus cittadini. Il b&b che abbiamo trovato sarà la svolta alla nostra permanenza a Palma.

Ciò che amo di più quando viaggio è ritrovare vecchi amici, ma soprattutto stringere nuove amicizie e scoprire nuove tradizioni.

Dall’aeroporto, il bus n.1 porta direttamente a plaza de España, qui si trova la estación intermodal da dove si snodano tutti i trasporti della capitale, ma soprattutto a poche centinaia di metri c’è la casa che ci ospiterà. Ad aprirci la porta ci sono Miguel e Quevin, una coppia fantastica che ci fa da subito sentire a casa.

In questo splendido appartamento pieno di arte e di luce c’è la nostra stanza. Miguel, quotato pittore argentino, si è trasferito a Mallorca con il suo compagno Quevin ed è un anfitrione di rara magia. Prepara delle torte magistrali che ci gustiamo sullo splendido terrazzo panoramico tra orchidee e piante bellissime.

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Tantissime le risate, le chiacchierate notturne ed è divertente vedere mia madre alle prese con il suo nuovo maestro di pittura, tra tele, colori a olio e cieli. Sembra di conoscerli da sempre, siamo diventati amici solo dopo pochi giorni. Quevin ha una splendida amaca sul terrazzo ed è lì che amo trascorrere le mie serate.

Da plaza de España si raggiunge il centro storico di Palma in soli dieci minuti e passeggiando tra viuzze e caratteristici cortili interni, si giunge a Plaza Mayor.  L’architettura è molto varia e risente anche delle dominazioni arabe.

La Cattedrale La Seu, in pieno stile gotico, è tra le più grandi d’Europa. Ricorda molto la cattedrale gotica di Barcellona Santa Maria del Mar, che tra l’altro amo moltissimo, ma questa è davvero imponente, oltre che più pregna di opere d’arte all’interno. Questo edificio alto 44 metri domina il centro storico e si scorge da molti punti della città. Accanto, vi è il Palazzo reale dell’Alumudaina residenza del re, anche questo è gotico con influenze arabe.

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Continuando a passeggiare tra le viuzze, mi sembra di trovarmi in Tunisia ed è qui che si trovano i bagni arabi, circondati da un delizioso giardino. Molto carino anche il quartiere di La Llonja, in cui si possono visitare gallerie d’arte e fare acquisti in boutiques particolari. Un altro luogo di Palma che consiglio è il quartiere di Santa Catalina. Qui, ci sono tanti localini e ristoranti caratteristici ma soprattutto scopro che ci sono i mulini a vento.

A plaza de Espana c’è l’antico ferrocarril de Soller, la ferrovia inaugurata nel 1912 che è rimasta praticamente intatta.  Il treno, tutto di legno, ci fa tornare indietro nel tempo. Il viaggio dura circa un’ora, il tragitto è lo stesso del secolo scorso e attraversando colline, agrumeti e ammirando le montagne,  dopo svariate gallerie, giungiamo a Soller. Qui è d’obbligo assaggiare il tradizionale gelato agli agrumi.

Questo comune si trova circa 4 km dal mare ed è frequentato da stranieri che vogliono godersi il lusso e la pace. Per arrivare giù al porto optiamo per la famosa Tranvia, un tram degli inizi del ‘900. Siamo a nord ovest dell’isola; qui nei dintorni ci sono bellissime baie, la maggior parte raggiungibili via mare. Scogli, insenature e mare blu.

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Mallorca è così variegata, racchiude in sé il mare, le colline, le montagne, le pianure, tutto il Mediterraneo in un’isola. I giorni corrono veloci e non vogliamo spenderli solo in spiaggia, anche se alcune sono davvero da sogno, ma preferiamo conoscere anche i borghi dell’entroterra. A Soller prendiamo il bus 210 e dopo circa cinquanta minuti di curve in salita, costeggiando suggestivi strapiombi sul mare arriviamo in uno splendido borgo proclamato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Sto parlando di Valldemossa.

SAMSUNG CAMERA PICTURESIl grazioso borgo è arroccato nell’area della Sierra de Tramontana. Tra le viuzze domina la Cartuja, un ex convento che divenne dimora del musicista Chopin e della sua compagna,la scrittrice George Sand. Oggi è un museo e si possono ascoltare concerti dedicati al compositore. Passeggiando nei giardini della certosa abbiamo incontrato un signore anziano, un autoctono di Valldemossa che senza che gli chiedessi nulla ha iniziato a raccontarci del villaggio e di com’era quando lui era bambino. E’ sempre una gioia per me conoscere gli abitanti del luogo perché i loro racconti non sono scritti in nessuna guida turistica. Sono unici.

Mentre la zona a nord ovest di Mallorca ha una morfologia più variegata, montagne, colline e paesaggi frastagliati e scoscesi che si catapultano a mare, il sud est dell’isola è più pianeggiante. Mentre ci dirigiamo alla ricerca di spiagge bianche e calette meno affollate, siamo circondati da pianure e da tanti mulini a vento. Il bus attraversa borghi silenziosi e deserti. Fa caldissimo e per le stradine non c’è nessuno. Campos è un piccolo villaggio che mi fa fare voli pindarici in Messico. Dopo una decina di Km arriviamo a Es Trenc. Spiaggia di finissima e bianchissima sabbia.  Anche in questa zona si possono trovare delle calette meravigliose. Cala s’Almunia e Caló des Moro sono davvero notevoli, da cap des Salines si vede l’isola di Caprera.

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La sera prima di rientrare a casa, ci fermiamo mangiare come sempre las tapas. Da “Gastroteca Serenata” si mangia e si beve benissimo. E’ un locale per residenti e il proprietario è davvero simpaticissimo. Parla mallorquino, come tutti gli abitanti del resto, un catalano con delle variazioni. A casa, Miguel ci fa trovare un’altra torta e dei biscotti gli “alfajores”, tradizionali argentini: E’ l’ultimo giorno di permanenza e la trascorriamo insieme, ancora una volta sullo splendido terrazzo, tra la brezza e le chiacchiere. Ci dispiace moltissimo lasciare Palma de Mallorca, ci dispiace soprattutto lasciare Miguel e Quevin, anche se quando degli anfitrioni diventano amici, sai bene che non li perderai mai più.

[Photo Milena e Quevin]

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