Un ponte tibetano in Campania

Siamo a Laviano, dove la provincia di Salerno incontra l’avellinese.

Zona devastata dal terremoto del 1980, che ha completamente raso al suolo ogni cosa. Zona devastata ancor più dalla scelleratezza e dalla creatività dei geometri e dei politici, che hanno gestito la ricostruzione negli anni ’90.

Oggi il paese prova a reinventarsi, e lo fa in maniera dirompente.

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Viene così costruito un ponte tibetano sospeso con una campata di 80m, ad un’altezza di 80 m sul fiume Sele.

Un ponte stretto, di cavetti d’acciaio, con le assi separate in modo da lasciar vedere il vuoto sotto i piedi, che oscilla al vento e sotto i passi di chi lo attraversa.

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Un’esperienza sicuramente interessante e a tratti inquietante. Un bellissimo scorcio sulla natura. Peccato solo che sia un ponte dal nulla verso il niente.

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Peccato che il vicino castello sia perennemente chiuso. Peccato che la chiesa ai piedi della scala da cui parte il ponte sia fatiscente. Peccato che di domenica mattina non ci sia nemmeno un bar a intercettare gli impavidi turisti in visita. Peccato che una volta scesi dal ponte lo sguardo si scontra contro il cemento armato delle palazzine costruite con i fondi della legge 219.

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Peccato davvero. Comunque l’idea è buona e vale la pena andarlo a vedere, magari come piccola deviazione dalla strada che porta a Valva.

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