In viaggio da sola, da Harrisburg a Washington DC on the road

Viaggiare da soli spesso dà un enorme senso di libertà. Amo condividere i miei viaggi, ma talvolta adoro scoprire il mondo in piena solitudine. Mi piace guardarmi intorno, ammirare la bellezza in totale silenzio, sia essa tradotta in architettura, in arte o sia nella sua forma più alta, la natura.

Per viaggiare da soli bisogna avere molta esperienza, ergo non lo consiglierei a chiunque. Avventurarsi non significa rischiare, assolutamente no. Bisogna conoscere la storia, la cultura del paese che si intende visitare, bisogna avere dimestichezza con i mezzi di trasporto di tutti i tipi, possibilmente bisogna saper guidare e parlare almeno l’Inglese.

Qualche anno fa mi trovavo ospite di amici in Pennsylvania, nella sua capitale Harrisburg, una cittadina molto tranquilla a circa 300 km da Pittsburgh e a 170 km dalla più nota Philadelphia.La città che giace sul fiume Susquehanna, fu fondata dagli Inglesi, grazie al commerciante Harris che comprò più di trecento ettari di terreno in questa zona. Si ha ragion di credere che quest’area  lungo il fiume dove è situata Harrisburg sia stata abitata dai nativi americani già dall’ era precristiana. Le praterie intorno, fanno immaginare subito i popoli nativi a cavallo, ma allo stesso tempo si respira ancora area di immigrazione e di colonizzazione.

Avevo voglia di andare oltre così, dopo aver visitato già precedentemente Filadelfia, decido di noleggiare un’auto e da lì inizia la mia scoperta di tre Stati.

Lancaster è la prima tappa. A parte il downtown, dove c’è più vita e nonostante tutto sembra essere rimasto nell’800 per via della sua architettura e del suo viver lento, il resto è tutta campagna americana. La cosa caratteristica di questa contea è che questa è terra di Amish.

Qui risiede una delle più grandi comunità di tutti gli Stati Uniti. Una comunità di tipo Cristiano Protestante Anabattista che nacque in Svizzera nel ‘500 ed emigrò negli Usa nel XVIII secolo. I membri sono molto integralisti, non accettano alcuna contaminazione con l’esterno, vivono con ciò che producono e rifiutano non solo le automobili, ma anche l’energia elettrica. Parlano un dialetto Tedesco chiamato proprio Tedesco della Pennsylvania. Nella campagna di Lancaster è possibile incontrarli e li si riconosce perché si spostano con delle carrozze nere trainate da cavalli e perché indossano dei vestiti tipici. Gli uomini che spesso hanno la barba lunga senza baffi, indossano pantaloni neri e camicia bianca, talvolta hanno il cappello. Le donne invece indossano abiti lunghi blu e bianchi e delle cuffiette in testa. Ovviamente, ogni tipo di lusso è escluso. Quindi nessun gioiello o trucco.

Il mio percorso in macchina passa da York dove mi fermo per fare gasolio. Questo luogo, vuoi per il nome, mi riporta subito nella campagna inglese. Le case a schiera, i viali alberati, mi chiedo dove siano le persone. A parte me e il benzinaio non vedo nessuno.Il viaggio on the road continua, mi dirigo verso Washington D.C. Lì mi aspetta un’amica, la scrittrice-reporter Paola Harris originaria del Colorado che è a Washington per una convention. Sono la sua traduttrice italiana e lei ci tiene molto a incontrarmi. Mi ospita all’hotel Hilton e la mattina seguente vado con lei al National press club per la conferenza stampa. Si alternano relatori di spicco tra cui l’astronauta Edgar Mitchell, davvero un onore averlo conosciuto. Paola riparte subito dopo, ma io sono nella capitale degli Stati Uniti, nel distretto di Columbia, non posso andarmene. Sono a Pennsylvania Avenue a poche centinaia di metri dalla Casa Bianca, in una città immersa nel verde, tra parchi e giardini che scopro spostandomi in macchina. Sono in piena solitudine a calpestare l’asfalto della capitale in cui ogni giorno si scrive la storia. Una lonely planet, che ho sulle ginocchia mentre guido, mi dice dove andare. Ad un certo punto, di fronte a me il centro del potere: il Campidoglio. Le emozioni che provo sono svariate, tra l’euforia e la gioia compare anche la rabbia. Non posso condividerle con nessuno, eppure non mi sento sola. Sono piena di ciò che vedo, di ciò che penso e di ciò che ancora desidero sognare.

Prima di rientrare in Pennsylvania, faccio una piccola deviazione in Maryland. Effettivamente, si tratta di allungare di pochissimi kilometri io non voglio perdermi Baltimora, la città con l’antico porto, risalente al 1706, con  navi storiche ormeggiate, incluso lo splendido veliero varato nel 1854. Un vero tuffo nella storia della Marina.

Il viaggio di ritorno verso Harrisburg ha il sapore di conquista, perché ho posto un altro piccolo tassello nella mia vita di viaggiatrice.

di Valeria Saggese | fonte #SalernoNews24