In catamarano a Bratislava scivolando sul Bel Danubio Blu

Distante solo 80 km da Vienna, Bratislava negli ultimi anni ha conosciuto una nuova fase di notorietà per il turismo vacanziero e di affari.

La capitale della Slovacchia è diventata attraente per le imprese che numerose stanno delocalizzando la sede e per i turisti che in circa un’ora da Vienna possono immergersi nel fascino di una piccola città dell’Est.

L’arrivo in nave dal fiume è molto suggestivo. Dapprima si scorgono le rovine di un’antica fortezza medioevale e poi il castello si offre in tutta la sua imponenza dalla collina che domina la città.

Una volta scesi dal grande catamarano, basta attraversare la strada per trovarsi in una bella viuzza disseminata di bar, negozietti e ristorantini dai prezzi contenuti, sebbene siamo in zona euro.

E’ davvero difficile rendere una via dello shopping interessante per un bambino, e infatti Nic inizia a lamentarsi che ha fame ed è stanco. Povera stella, sono le due e ha passato tutta la mattina a fare il pazzo nel parco. Ci fermiamo così a mangiare allo Zichy Resaturant, quello che ci sembra il meno globalizzato tra tutti e che si rivela un’ottima scelta. Nic però non riesce a stare fermo al tavolino al sole, ha caldo ed è irrequieto.

Così si leva la maglietta e in jeans e canottiera si allontana da noi. Io e Valeria pianifichiamo le prossime tappe e non ci accorgiamo che Nic, seduto su uno scalino ha ottenuto la carità da un signore di passaggio che lo ha scambiato per un piccolo mendicante (ovviamente non avrà notato la griffatissima canottiera Petit Bateu). Infatti torna tutto fiero con il suo trofeo di monetine, che verranno poi elargite a degli artisti di strada poco più avanti, che ci suonano una polka mentre io e Nic improvvisiamo un ballo.

Dopo pranzo proseguiamo nella stradina in salita che porta alla Porta di San Michele (Michalska brana) l’unica porta nelle mura medioevali della città rimasta intatta nei secoli.

Passeggiando arriviamo alla piazza principale (Hlavne namestie) dove si trovano i caffè storici e la suggestiva pasticceria Konditorei Kormuth, dove anche solo per entrare a guardare si paga un biglietto da 5€ a persona. Ovviamente soprassediamo, anche perché ci sembra un’accozzaglia di pupazzi grotteschi e affreschi kitsch.

Ci sediamo invece allo Schokocafe Maximilian dove bevo un caffè buonissimo seduta al tavolino della piazza, mentre Nic gioca con l’acqua della fontana dopo aver mangiato un gelato con Valeria. E’ un bar molto interessante, dove si può scegliere da una lista di miscele di caffè e con delle proposte di pasticceria provenienti da diverse parti del mondo.

Non si può lasciare Bratislava senza una visita alla chiesa blu, ovvero la chiesa di Santa Elisabetta (Kostol svätej Alžbety). Una specie di grande meringa color Puffo, in stile Art Nouveu. Nic viene colpito dal colore, ma visto che in questo periodo è in fase juventina, il fatto che sia azzurro quasi Napoli lo infastidisce un po’.

Lasciamo Bratislava in treno, mezzo decisamente più economico e più veloce per raggiungere Vienna (14 € in treno e bambini gratis, contro i 38€ del battello) ma decisamente meno suggestivo.

Ritorniamo così nella nostra amata e vecchia Europa occidentale, dopo un’affacciata alla finestra dell’Est.

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